Fare un restyling curando l’aspetto grafico e trascurando l’aspetto SEO? Un disastro!

Spesso nell’attività di restyling ci si concentra solo sull’aspetto grafico trascurando completamente o in parte l’aspetto SEO. Il risultato? Un disastro!

Capita spesso di ricevere una richiesta di attività SEO su un sito web di cui è stato appena ultimato un restyling. E quasi sempre faccio una scoperta sconcertante:

“vecchio sito completamente morto senza alcun recupero dei resti del cadavere!”

Si sa,  un restyling decreta la morte della struttura e parte grafica del precedente sito web, ma non può ignorare il suo pregresso. Ogni sito web ha una storia, un valore, un trust acquisito. Non trasmettere  il valore acquisito dal vecchio sito a quello nuovo vuol dire non trasferire la Link Juice, il Page Rank e quindi la visibilità acquisita.

Se, come indicato in figura, Page A e Page B rappresentano 2 pagine del tuo vecchio sito che dopo il restyling danno errore 404 (pagina non trovata),  tutto il valore acquisito e trasmesso da link provenienti da siti esterni viene perso. Pena: perdita di visibilità.

transfer-to-404

Proprio qualche giorno fa ho ricevuto una e-mail di richiesta di attività SEO su un sito web appena ristrutturato graficamente, bello nuovo e incravattato.

Quello che leggerai in questo post sono i passi da seguire e gli strumenti da utilizzare per un pronto intervento qualora l’attività di restyling venisse realizzata senza aver curato l’aspetto SEO.

Analisi dello storico

La prima domanda da porsi è:

esiste uno storico? Da quanti anni è online il sito web?

Ci sono diversi modi per scoprirlo. Quello più semplice è avere l’accesso ai dati Analytics… troppo bello per essere vero! 🙁

Un’alternativa è utilizzare Internet Archive e vedere se esistono “fotogrammi” del sito web e in che arco temporale.

Ti riporto lo screen shot del sito web analizzato con Internet Archive e di cui mi è stato chiesto di fare attività SEO:

1-analisi-storico-archive

Cavolo! Sito online dal 2002. Stiamo forse buttando nel cesso uno storico di 14 anni?

Comincio ad avvertire sintomi di aumento della pressione arteriosa.

Andamento del vecchio sito web

Dopo aver appurato che il sito ha 14 anni di storico, prendo il Reaptan 10/10 (non è un tool online ma un farmaco per abbassare la pressione arteriosa), mi calmo, torno alla scrivania e tiro un sospiro di auto-incoraggiamento.

A questo punto ho diversi tools che mi possono aiutare ad approfondire e ad analizzare l’andamento del sito web nel tempo (visite stimate, SEO Visibility).

Se siamo sul mercato italiano consiglio SEOZOOM. In generale vanno bene SEMRUSH o SEARCHMETRICS.

Questi tools permettono di avere un’idea sull’andamento del traffico generato dal sito web. E quando l’encefalogramma non è piatto, ovvero quando esiste un grafico che dimostra l’esistenza di un pregresso, bisogna armarsi di pazienza e valutare come procedere.

Ti riporto il grafico di SEOZOOM che evidenzia l’andamento del sito in termini di distribuzione delle keywords:

2-andamento-sito-seozoom

Per non offendere la concorrenza, riporto l’andamento delle visite stimate da SEMRUSH:

2-semrush-andamenti-visite-stimate

Per fortuna nessuna caduta a picco (o quasi)! L’encefalogramma non è ancora piatto.

Recupero pagine vecchio sito

A meno che il sito non sia stato rifatto da una “banda di zampognari”, la prima cosa da chiedersi è: l’agenzia che ha seguito il restyling, per puro caso, ha eseguito un crawling del vecchio sito web (usando ad esempio Screaming Frog o Xenu) e salvato su Excel l’elenco delle vecchie url?
NO? Troppo bello per essere vero! 🙁

Il cliente sta monitorando il sito con Google Search Console?
Nella sezione scansione/errori di scansione potrei trovare un elenco di pagine non trovate (codice risposta 404).
NO? Troppo bello per essere vero! 🙁

Allora cosa facciamo?

Molte agenzie preferiscono svilupparsi tool in casa che consentono di fare lo Scraping delle SERP. Da comune mortale, se il sito non è stato rifatto 2 anni prima (quindi SERP ripulita delle vecchie url), potresti cavartela con un:

site:dominio.it

e recuperare da SERP le URL indicizzate.

A mano? No, non preoccuparti!

E’ possibile recuperare le URL delle pagine indicizzate (con 404 + quelle “non” rotte) utilizzando un semplice bookmarklet. Vediamo come.

Quello che devi fare è prima di tutto estendere il numero di risutati in SERP da 10 a tanti.

Vai in alto a destra nella pagina dei risultati, clicca sull’ingranaggio e in “impostazioni di ricerca”.

impostazioni di ricerca chromePoi aumenta i risultati per pagina da 10 a 100:

aumentare i risultati in serpA questo punto, aggiungi nella barra dei preferiti del tuo browser il Bookmarklet che trovi qui (pulsante blu EXPORT SERP GOOGLE) semplicemente trascinandolo nella tua barra.

Apri la pagina della SERP con il site:dominio.it e clicca sul Bookmarklet.

Magicamente ti verrà mostrata una pagina come questa:

estrazione SERPA te interessa URL LIST. Quello che devi fare è copiare l’elenco delle URL e incollarle su un foglio Excel.

Escludo a priori soluzioni più spartane e macchinose come andare su Internet Archive, recuperare la fotografia del precedente sito web e, navigando pagina dopo pagina (come un crawler rincoglionito), recuperare le vecchie url sperando di non perdere dei pezzi per strada.

Peggio ancora: fare un site:dominio.it e recuperare a mano tutte le URL in SERP.

Reindirizzamenti 301

Dopo aver recuperato tutte le URL del vecchio sito web, devi armarti di pazienza e costruire un Excel a 2 colonne:

  • vecchia url
  • nuova url

Attenzione! Non reindirizzare a caso le vecchie pagine verso quelle nuove. Cerca di trovare una corrispondenza almeno tra pagine simili. Non voler male alla tua home reindirizzando tutto su di essa!

Anteponi ora un “redirect 301” e butta tutto nel file .htaccess presente nella root del tuo sito web.

Esempio:
redirect 301 /vecchia-url http://nuova-url

(ricordati di non mettere http:// davanti alla vecchia url)

Recupero Meta Tag

Un’altra attività che ti consiglio di fare è quella di recuperare i meta Tag Title e Description del vecchio sito (ove possibile) e ripristinarli sulle pagine con contenuti simili.

Modificare completamente i title sul nuovo sito (specie sulla home) potrebbe destare effetti negativi!

Conclusioni

Trascurare questa attività vuol dire decretare la morte cerebrale del nuovo sito web, la perdita del valore acquisito, la perdita del suo posizionamento. Rappresenta la causa principale della perdite di traffico a “picco” e del malcontento che si genera subito dopo l’entusiamo di vedere “brillare” il nuovo sito online.

Buon restyling… ma occhio alla SEO!

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