Intervista a Steve Jobs e le sue previsioni sul Web nel lontano 1995

Mi sono regalato attimi di relax guardando su Netflix una intervista fatta da Bob Cringely a Steve Jobs. Una intervista che risale al 1995, anno in cui Steve Jobs parla con freschezza della sua vita, dei suoi rapporti con la Microsoft e di come vede il futuro.

Un’intervista bellissima, appassionante. Una vera lezione di vita. Ma tra le tante affascinanti risposte, ne ho estratte un paio che mi hanno colpito in modo particolare:

  • che per realizzare un sogno non basta un’idea, ma un lavoro di squadra. E la sua metafora delle pietre levigate non poteva essere il modo migliore per raccontarlo;
  • che nel 1995, circa 20 anni fa, anno della sua intervista e a soli 4 anni dalla nascita del web, aveva già previsto quello che noi oggi stiamo vivendo.

Ti consiglio di leggerla tutta. Buona lettura!

L’intervista

[Bob Cringely]

Hai costruito una squadra. l’hai guidata e motivata. Abbiamo intervistato tante persone del tuo team e quello che emerge è la tua passione, il tuo essere visionario.
Cosa conta di più per te nello sviluppo di un prodotto?

[Steve Jobs]

Molti pensano che l’idea costituisca il 90% del prodotto e che basta dire alle persone “Questa è l’idea” per far si che essa si realizzi! Il problema è che ci vuole una quantità immensa di manodopera per tirare fuori un grande prodotto da una grande idea.

Ci sono delle cose che gli elettroni non riescono a fare, ci sono cose che la plastica, il vetro e i robots non riescono a fare. E quando decidi di progettare un prodotto bisogna avere in mente 5000 cose diverse. Poi devi metterle insieme, combinarle in modo sempre diverso per ottenere quello che vuoi. E ogni giorno scopri sempre qualcosa di nuovo, un nuovo problema o una opportunità che ti porta verso un risultato diverso. L’aspetto magico è il processo.

Per descrivere un gruppo che realizza qualcosa in cui crede uso sempre un episodio di quando ero bambino.
C’era un signore che abitava alla fine della mia strada. Aveva circa 80 anni ed un aspetto mostruso, ma pian pianino ho imparato a conoscerlo meglio. Un giorno mi disse: “vieni nel mio garage ti voglio mostrare qualcosa”. E tirò fuori un un vecchio congegno polveroso. Era un malandato macinino a motore per caffè, un motore su cui aveva legato un lattina con uno spago. “Vieni fuori con me” mi disse. Andammo a raccogliere dei sassi e li mettemmo nella lattina con un pò di liquido ed una manciata di polvere abrasiva. Chiudemmo la lattina, accese il motore e mi disse di tornare il giorno dopo. La lattina faceva un gran chiasso con le pietre che si scontravano tra loro nel recipiente metallico. Tornai il giorno dopo e aprimmo la lattina. Dentro c’erano delle bellissime pietre levigate. I semplici sassi a forza di strofinarsi l’uno contro l’altro, con un po’ di frizione, con un po’ di rumore si erano trasformati in bellissime pietre levigate. Mi è sempre sempre rimasta impressa come metafora per descrivere una squadra di persone che lavora su qualcosa che li appassiona. Tutto sta nella squadra. In un gruppo di persone con talento, che discutono, si scontrano, litigano. Lavorando insieme si perfezionano e il risultato sono delle splendite pietre levigate.

Quindi un buon prodotto non è qualcosa che può fare un singolo individuo. Io vengo visto come un leader, ma il Mac nasce da un lavoro di squadra. Ho costruito gran parte del mio successo assumendo persone davvero dotate, solo giocatori di serie A. Tutte persone di straordinario talento. Credo che ciò che ha reso grande il Mac sia il fatto che i nostri collaboratori siano stati musicisti, artisti, poeti, storici prima di essere i più grandi informatici del mondo. Ma se non fosse stato per l’informatica, avrebbero comunque fatto grandi cose in altri campi.

[Bob Cringely]

Come vedi da qui a 10 anni la tecnologia che stai sviluppando?

[Steve Jobs]

Io credo molto in Internet. Tra le novità più stimolanti del mondo dell’informatica c’è sicuramente il web.

Il web è incredibilmente interessante. Con il web il computer non sarà solo uno strumento di calcolo ma anche un mezzo di comunicazione. Credo che il web trasformerà radicalmente la nostra società. Negli Stati Uniti il 15% dei beni e servizi viene venduto in TV. Ora sbarcheranno sul web. Decine di miliardi di beni e servizi saranno venduti su Internet. E’ un canale di comunicazione a misura di utente. Su Internet l’azienda più piccola del mondo avrà la stessa visibilità di quella più grande.
Perciò tra una decina di anni credo che il Web sarà la tecnologia più influente, sarà la svolta sociale dell’informatica. Avrà un impatto enorme e darà vita ad una nuova generazione di personal computer. L’impatto sarà enorme perchè aprirà nuovi orizzonti anche nel settore del software.

Il video integrale dell’intervista perduta!

Conclusioni

E’ incredibile il suo carisma, il suo candore e la sua lungimiranza. Nel 1995 parlava già di “visibilità”, di “vendita on-line”, insomma… di questo futuro. Credo che ci sia veramente poco da commentare.

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