Analisi della popularity delle keywords SEO

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Il motivo per cui mi sto soffermando così tanto sull’analisi delle parole chiave è perché ritengo sia la fase progettuale più importante. Sbagliare questa fase significa fallire l’intero progetto SEO. Tutto ruota attorno alle keywords strategiche: dalle attività on-site a quelle off-site.

Nei miei corsi dico sempre:

“dopo aver individuato le keyphrase strategiche, bisogna stampare l’elenco, mettervi una cornicetta e appenderla nel luogo che frequentiamo più abitualmente (anche nel cesso!)”

Questa lista rappresenterà la nostra persecuzione.

Il nostro obiettivo adesso è vedere quante volte viene ricercata ciascuna parole chiave presente nel nostro elenco “meditato e filtrato”.

Un modo è quello di attivare una campagna su Google Adwords e contare le “impression”:

1 impression = 1 ricerca

Ma conviene realizzare una campagna per contare solo le impression?
Direi di no. Conviene realizzare una campagna per fare non solo analisi SEO ma anche per generare conversioni.

Il motivo è semplice: prendiamo due piccioni con una fava, sfruttiamo la mostra campagna per raccogliere dati (impression e click) e per “eccitare” il nostro cliente generandogli leads o vendite.

Questa scelta comporta la realizzazione di una campagna ottimizzata. Decidi tu il livello di ottimizzazione, ma sforzati cercando di ottenere anche conversioni.

Ops! Sto dando per scontato che conosci Google Adwords… In questo post non voglio entrare nei dettagli su come ottimizzare una campagna Adwords, l’obiettivo è darti un’idea di massima su come dovrà essere impostata. Ti consiglio comunque di approfondire l’argomento.

Ecco i punti salienti:

  1. Realizza più gruppi di annunci piccoli e mirati.
  2. Inserisci le keywords pertinenti nei vari gruppi creati. Utilizza per ciascuna keyword la corrispondenza “a frase”, [esatta] e generica.
  3. Crea un paio di annunci in ciascun gruppo, usando le keywords nel testo dell’annuncio. Aggiungi una buona dose di copywriting per renderli persuasivi, incuriosire gli utenti e ricevere click.
  4. Cura la pertinenza tra parole chiave, annunci e pagina di destinazione: la pertinenza migliora il quality score e di riflesso riduce i costi.

In un post precedente ti avevo suggerito di segnare, durante l’utilizzo dei suggeritori, tutti i termini non pertinenti: le esclusioni “palesi”. A queste occorre annoverare le esclusioni “nascoste”, ovvero quelle scovate grazie al coinvolgimento del cliente.
Otterai la lista delle esclusioni che dovrà essere utilizzata in corrispondenza inversa all’interno della tua campagna Adwords.

Ricordati sempre che stiamo ragionando su keyphrase a target!

A questo punto attiviamo la campagna e lasciamola “frullare”. Per quanto tempo? Non esiste un periodo ottimale valido per ogni business. Dipende ad esempio dalla stagionalità. Per un bed and breakfast il periodo ottimale è la primavera, per la vendita dell’olio extra vergine il periodo consigliato è autunno-inverno. In generale possiamo dire che la campagna deve essere attiva almeno 3 mesi per raccogliere dati attendibili su cui ragionare.

Cosa incameriamo? Semplicemente impression e click… e sei bravo… le conversioni.

  • impression: ci danno una indicazione della popolarità delle parole chiave (ti ricordo che 1 impression = 1 ricerca);
  • click: ci permettono di individuare i reali termini di ricerca, da sfruttare eventualmente per la long tail.

Durante l’analisi dei reali termini di ricerca, individua eventuali parole non pertinenti e inseriscile, aggiungendole a quelle già esistenti, in corrispondenza inversa. Non dimenticare che l’ottimizzazione è alla base di tutto il processo di analisi.

Quindi:

tante impression = tanta popolarità

Ti anticipo che siamo ancora lontani dalla individuazione delle keywords strategiche. Sin’ora abbiamo individuato solo quelle più ricercate, ci manca un tassello!

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