Attivare un business in Cina? Bello, ma prima dobbiamo fare i conti con le leggi cinesi!

Cina, Baidu…. un mondo affascinante per i SEO che cominciano ad annoiarsi su Guugool! Ma prima ancora di indossare i panni di SEO per ottimizzare il sito web sul motore di ricerca locale, bisogna fare i conti con le leggi cinese.

La Cina rappresenta una fetta di mercato sicuramente molto appetibile. Un progetto di vendita online su questo mercato è l’ambizione di molte attività off-line (e non solo) per riuscire finalmente a sbarcare il lunario.

Ma quali sforzi richiede la presenza online su questo mercato?

Beh! Qualcuno potrebbe banalizzare affermando:

faccio tradurre il mio attuale sito web da una agenzia specializzata in Cinese Semplificato, registro un dominio .cn o .com.cn… e via che si parte! Magari… purtroppo non è proprio così semplice!

Facciamo i conti con le leggi cinesi

Uno dei principali ostacoli è sicuramente fare i conti con le leggi cinesi. Non siamo in Italia e nè tanto meno in Europa. Qui le cose si complicano. Vediamo perchè.

Innanzitutto dobbiamo richiedere la ICP Licence (Internet Content Provider License) o Bei An, una particolare licenza rilasciata dal governo cinese che ci permette di operare legalmente in Cina continentale e pubblicare contenuti su Internet.

La licenza ICP non è necessaria se decidiamo di hostare il nostro sito web su un server NON localizzato in Cina (esempio in Europa o USA).

Ma ci sono almeno un paio di motivi che quasi ci obbligano a richiedere uno spazio di hosting su server cinesi:

  • in Cina le connessioni a Internet sono lente
  • a Baidu piace un sito web hostato su server locali

Un altro modo (interessante e da non trascurare) per non richiedere il certificato ICP è ospitare il sito web su un hosting localizzati a Hong Kong, Macao o Taiwan, vicini geograficamente alla Cina continentale.

Come ottenere il certificato ICP

Avallando l’ipotesi di ospitare il nostro sito su server nella Cina continentale, senza una vera e propria licenza ICP, il nostro sito web potrebbe essere bannato dagli ISP (Internet Service Provider) cinesi.

Ma non finisce qui! Ogni società di hosting con sede in Cina è tenuta a verificare periodicamente che tutti i suoi clienti siano conformi al regolamento cinese. Un numero di licenza non corretto, potrebbe determinare l’interruzione del sito web, senza preavviso, da parte della società di hosting.

Teniamo presente che il nostro sito web potrebbe essere online tranquillamente senza licenza ICP, ma appena scatta il controllo da parte della società di hosting, verrebbe inevitabilmente bannato.

L’intero processo di registrazione per la richiesta dell’ICP è organizzato dal Ministero dell’Industria (Ministry of Industry & Information – MII) un ente del Consiglio di Stato. Il MII è responsabile della fabbricazione di prodotti elettronici, di informazione, delle comunicazioni e dell’industria del software. Infine è stato coinvolto dal governo Cinese nella promozione dell’economia nazionale e dei servizi sociali in tutta la Cina.

La procedura per richiedere la licenza ICP è operativamente molto simile alle procedure standard europee per la verifica della proprietà di un sito web.

Vediamo cosa bisogna fare: (mi sento un pò Aranzulla! 🙂 )

1. È necessario innanzitutto creare un account su http://www.miibeian.gov.cn (Ministero dell’Industria e dell’informazione ) inserendo il proprio indirizzo e-mail e un numero di telefono cellulare.

2. Dopo l’approvazione da parte del MII, riceveremo un codice di conferma sia sul proprio telefono che via e-mail.

3. Dopo aver ricevuto il codice, bisognerà effettuare il login sul sito web MII e immettere il codice per verificare l’identità dell’utente la proprietà del sito web.

4. Dopo il login nel sito Web MII, si dovrà compilare un modulo on-line con nome, numero di cellulare, numero di telefono, indirizzo di casa, il nome di dominio, host provider, nome della società e una breve descrizione del sito web.

Ma forse, in tutto questo, l’aspetto più complesso è trovare un partner locale che si possa occupare dell’intero processo, garantendo la buona riuscita dell’operazione.

I tempi di elaborazione possono variare da 3 settimane fino a 60 giorni a seconda del tipo di attività che si vuole intraprendere in Cina.

Teniamo comunque presente che non vi è alcuna garanzia che la richiesta di licenza ICP venga accettata.

Ma dopo tutta questa tiritera… qualche dubbio nasce!

Una prima domanda che ci si potrebbe porre è:

se non registro un dominio .cn, sono comunque costretto a fare la domanda per la licenza?

Purtroppo la risposta è SI! Non appena il nostro sito è ospitato in qualsiasi Data Center localizzato entro i confini della Cina Continentale è necessario avere un certificato ICP. In generale, la registrazione è obbligatoria qualunque sia l’estensione del dominio.

Altra domanda lecita:

ma quali tipi di siti web possono essere ospitati in Cina?

Qualsiasi sito web potrebbe ottenere una licenza ICP, purchè non violi la legge cinese. Quest’ultima, in generale, proibisce i seguenti argomenti:

  • pornografici o che promuovono comportamenti immorali
  • siti web offensivi sul governo cinese
  • siti web che vendono farmaci
  • siti web che vendono apparecchiature satellitari
  • siti web che promuovono attività o organizzazioni bannate dal governo cinese.

Conclusione

Prima di indossare gli abiti di SEO e munirsi di spada per combattere contro il motore di ricerca locale Baidu, dobbiamo informare il nostro committente su quali problematiche affrontare prima di iniziare un business su questo territorio.

Ah dimenticavo! Qui Guugool non esiste…

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