Esperimento SEO: impatto dei contenuti (duplicazioni e pertinenza)

Vediamo un paio di esperimenti (pippe) sull’impatto dei contenuti lato SEO. Gli aspetti analizzati riguardano le duplicazioni dei contenuti e la loro pertinenza.

Esperimento 1: le verità nascoste!

Nel primo esperimento ho messo a confronto 4 posts pubblicati su un dominio di 3 livello (http://lab2.appuntiseo.it) e ottimizzati per una keyphrase geolocalizzata a bassa competizione:

“vendita coccodrilli a Cento”

Questi i title degli articoli sotto esame:

  1. Vendita Coccodrilli a Cento – Grandi Rettili Shop 
  2. Vendita Coccodrilli a Cento – Cocco Shop                   (Con Microdata)
  3. Vendita Coccodrilli a Cento – Cric & Croc Shop Con     (Con Microdata)
  4. Vendita Coccodrilli a Cento – Animals Long Tail Shop

Stessi H1, title differenziati solo da un nome di brand inventato e stesso contenuto con qualche grassetto quà e là sui termini “vende coccodrilli” e “Cento”.
In due dei 4 articoli è stato implementato il microdata Local Business. Tutti e 4 gli articoli sono stati correttamente indicizzati.

La pippa mentale è:
Come vengono trattati i contenuti duplicati? In SERP quante pagine trovo posizionate e quali?

Dopo qualche settimana di attesa, il risultato è che in SERP si è posizionata, per la query di ricerca “Vendita coccodrilli a Cento”, solo 1 pagina ed esattamente quella con title “Vendita Coccodrilli a Cento – Cocco Shop” in cui è stato implementato il microdata Local Business. Il resto delle pagine è finito nel “limbo” (o quasi!).

ranking-in-serp

Il motore di ricerca ha fatto una scelta ovvia: ho 4 pagine uguali, prendo quella più ottimizzata per la query di ricerca.
Il plus della pagina più ottimizzata è dato sicuramente dal Microdata Local Business (tra le due versioni con Microdata ne ha scelto una sola).

Conclusione 1:
Se è vero che i contenuti duplicati vengono filtrati (e qui abbiamo scoperto l’acqua calda!), a parità di contenuto e dominio le pagine che emergono in SERP sono quelle con una miglior ottimizzazione SEO.

Esperimento 2: l’abito fa il monaco… e come!

Ma le pippe non finiscono qui!
Lo stesso giorno, su un differente dominio di 3 livello di test (http://lab1.appuntiseo.it), ho pubblicato altri 4 post:

  1. Vendita Coccodrilli a Cento – Crocodiles Shop 
  2. Vendita Coccodrilli a Cento – Rettili Shop             (Con Microdata)
  3. Vendita Coccodrilli a Cento – Animali Shop          (Con Microdata)
  4. Vendita Coccodrilli a Cento – Alligator Shop

Stessi H1, title anche qui differenziati da un nome di brand inventato. Tutti i post hanno contenuti neutri, insignificanti (“Fusce bibendum vel tellus et rhoncus…”) e differenti con qualche grassetto sul termine “vendita coccodrilli a Cento” all’inizio di 3 blocchi di testo. Tutti e 4 gli articoli sono stati correttamente indicizzati.

La pippa mentale è:
Come vengono trattati i contenuti non pertinenti? In SERP quante pagine trovo posizionate e quali?

Il risultato è che in SERP non si è posizionato nessuno dei 4 posts per la query di ricerca “Vendita coccodrilli a Cento”.

Conclusione 2:
Anche se è un caso estremo con pertinenza contenuti quasi nulla (a parte la ripetizione della keyphrase), l’esperimento dimostra l’importanza dei contenuti. Non è bastata una ripetizione della keyword “Vendita coccodrilli a Cento”, una mappa, il Microdata Local Business per valorizzare la pagina e posizionarla in SERP. Serve un buon contenuto.

Analisi del limbo (indice supplementare)

Un’ ulteriore verifica ha dimostrato che 4 delle 8 pagine sono finite nell’indice supplementare:

intitle

indice supplementare

I due test sono banali, forse scontati… ma servono (a chi si fa pippe mentali) ad avere solo delle conferme.

PS: E’ in corso un test sulla semantica, in particolare sulla correlazione tra LDA e SEO.

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