Query di ricerca o parola chiave? Cosa usiamo per l’ottimizzazione?

Capita spesso che nella fase di analisi dei termini di ricerca, ci si trova a districarsi tra tanti strumenti di analisi ed una miriade di parole. Come le leggiamo? Come diamo la giusta interpretazione?

Partiamo con una domanda:
le query di ricerca degli utenti e le parole chiave sono la stessa cosa?

Differenza tra query di ricerca e parola chiave

Cominciamo a fare una netta distinzione tra “query di ricerca” e “parola chiave”:

  1. Le query di ricerca rappresentano le reali ricerche effettuate dagli utenti.
  2. Le parole chiave sono astrazioni, rappresentano un gruppo di query che esprimono un concetto di ricerca comune. Non rappresentano le parole effettivamente utilizzate dagli utenti, ma il vero “senso” della ricerca.

In sintesi:

1 parola chiave = tante query di ricerca

Vado al sodo: ottimizziamo una pagina per una query o per una parola chiave?

Ottimizzare per il reale senso della ricerca vuol dire ottimizzare per tutte le query ad essa relazionate.

Quindi le “parole chiave” sono quelle effettivamente utilizzate per ottimizzare gli elementi della pagina di un sito web (ad esempio tag title, URL, ecc…).

Ma ha ancora senso parlare di parole chiave nella SEO?

In realtà con Hummingbird il concetto di “parola chiave” non muore, anzi viene decisamente rafforzato! Questo perchè Hummingbird nasce per semplificare la fase di ricerca riuscendo a estrarre il vero senso della ricerca… la “parola chiave”.

Ed ecco che la SERP è popolata da pagine pertinenti con il “senso della ricerca”. Questo vuol dire che Google non presenta una SERP per ogni query (con tutte le sue sfumature) ma una SERP comune a un gruppo di query (la nostra parola chiave).

Chiaro?  🙂

Bene, vediamo ora come utilizzare un paio di strumenti di analisi cercando di interpretare le informazioni che ci vengono fornite.

Le ricerche correlate di Google

Le ricerche correlate ci danno un’idea di come Google relaziona tra loro le ricerche.

Esse non rappresentano necessariamente le query reali, ma un gruppo di query che esprimono un concetto di ricerca comune: la parola chiave.

Facciamo subito un esempio.

Ipotizziamo di fare una ricerca per “noleggio auto con conducente Bologna” a livello 0:
noleggio auto con conducente bolognaAnalizziamo la ricerca correlata “Transfer Bologna” a livello 1:

livello 1Infine la ricerca correlata “Muoversi a Bologna” a livello 2:

livello 2

In questo modo abbiamo una panoramica completa dell’ecosistema di ricerche correlate al nostro business. Questo permette di scoprire relazioni anche inaspettate, che possono suggerire idee per creare contenuti originali tra loro relazionati.

Potrebbe essere interessante costruire, ad esempio, un grafo delle Ricerche Correlate utilizzando come livello 0 la chiave principale/interrogazione, come livello 1 le ricerche ad essa correlate, come livello 2 le ricerche correlate al livello 1 e così via.

noleggio auto con conducente Bologna

Il grafo può rappresentare il punto di partenza per implementare nuove sezioni all’interno del tuo sito web/blog.

Nell’esempio precedente, potrei pensare di creare una sezione/categoria “Muoversi a Bologna” con i seguenti contenuti:

  • mezzi di trasporto a bologna
  • trasporto pubblico a bologna
  • come muoversi a bologna
  • mangiare a bologna
  • turismo a bologna
  • ecc…

 In questo modo andrei a rafforzare il topic “ Muoversi a Bologna” attraverso contenuti “riconosciuti come correlati” dal motore di ricerca stesso. Bello vero?

Google Suggest

Quando scriviamo una query nella casella di ricerca, Google suggerisce una serie di termini pertinenti. Questi suggerimenti non sono scelti a caso, ma corrispondono alle ricerche reali e più popolari che tutti noi facciamo.

In termini tecnici, Google recupera i suggerimenti dal vasto database delle azioni dei suoi utenti: la Knowledge Base.

Perché Google Suggest è utile? Semplicemente perché ci dà informazioni sulle le ricerche vere, quelle fatte dagli utenti.

Come lo sfruttiamo?

Google Suggest ti sta suggerendo idee per creare pagine/sezioni specifiche che rispondono a tali richieste. Bisogna raggruppare (ti ricordi? tante query = 1 parola chiave), e per ogni aggregazione puoi creare una sezione interna al sito web o più sezioni interne ad una pagina (come spiegato già in questo mio precedente post).

L’obiettivo è individuare le query che esprimono un concetto di ricerca comune.

Per fare un esempio, la parola chiave “mangiare a bologna” è correlata ad una serie di query di ricerca che esprimono quel concetto:

mangiare a bologna

Qundi, quale è la differenza tra Ricerche Correlate e Google Suggest?

La differenza è che:

  • Google Suggest = ricerche reali;
  • Ricerche Correlate = un gruppo di query che esprimono un concetto di ricerca comune.

Conclusione

In fase di ottimizzazione è importante individuare gli argomenti e le aree tematiche da sviluppare. Questo rappresenta il punto di partenza per costruire una struttura del sito organizzata in sezioni, ciascuna delle quali concepita per descrivere uno specifico topic.

L’obiettivo è raggruppare per parola chiave, ovvero raggruppare le query che esprimono un concetto di ricerca comune. Per ciascuna aggregazione occorre creare una sezione di contenuti interna al sito web.

PS
La stesura di questo articolo è stata ispirata da un post di uno dei più grandi SEO a livello nazionale e internazionale: Gianluca Fiorelli. Thanks! 🙂

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